Una macchina fotografica per immortalare, e non dimenticare, alcuni dei più celebri ed
efferati delitti compiuti in Italia nel ventennio che va dagli anni ‘60 agli anni ‘80, periodo in cui il fotografo poteva arrivare sulla scena del crimine anche prima degli inquirenti e della Scientifica. Dietro l’obiettivo professionisti come Francesco Cito, Giovanni D’Aco, Sergio Solavaggione e Letizia Battaglia che hanno lavorato per le maggiori agenzie e per le più prestigiose testate settimanali come Paris Match, Times Life, Epoca, l’Europeo, ma anche sconosciuti fotoreporter di quotidiani come La Stampa di Torino, Il Messaggero di Roma, Il Mattino di Napoli o L’Ora di Palermo.